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Far capire come è l’Autismo (di Catherine Faherty, Asheville TEACCH Center)

Questo articolo contiene progetti, piani di lezioni ed una lista di oggetti, necessari per la realizzazione del progetto CAPIRE GLI AMICI, un programma per educare i bambini sulle differenze e per incoraggiare l’empatia.
CAPIRE GLI AMICI è pensato per essere presentato agli studenti delle classi elementari e medie, e con alcuni adattamenti, per programmi di corsi più avanzati o per ragazzi più grandi.
Dopo 15 anni che presento questo programma a migliaia di studenti, ho constatato che spesso è molto efficace andare oltre il programma generico e discutere questioni specifiche, dando informazioni accurate su esempi reali.
Le due opzioni (B e C) vi aiuteranno in questo.

A. Introduzione a CAPIRE GLI AMICI: Il programma generico
CAPIRE GLI AMICI può essere presentato come un programma generico. Verranno presentati e discussi concetti e problemi importanti, comunque non sono introdotti argomenti specifici su un bambino in particolare o su un gruppo di bambini.
L’introduzione è un programma completo in sé e contiene le tre parti seguenti: (ad incominciare dal prossimo paragrafo ne viene data una descrizione completa)
– Parte 1 Abilità (Capacità): siamo differenti ed uguali alla stesso modo;
Parte 2 Centri di attività esperienziale;
– Parte 3 Dimostrazione di linguaggio ricettivo (della ricettività del linguaggio)

Il programma può finire qui, o si può scegliere una delle due opzioni seguenti.

B.(opzione) Introduzione ad una classe speciale ed ai suoi membri
Dopo il programma introduttivo, l’informazione si differenzia per quel che riguarda la classe speciale e per i suoi membri. Questo è raccomandato se i membri di una classe del corso di educazione generale sono tutori alla pari (“tutors”) degli studenti speciali e/o se i membri della classe speciale partecipano nelle attività nella classe del corso di educazione generale.

C.(opzione) Capire il tuo compagno
Dopo il programma introduttivo si propone una discussione sul compagno affetto da autismo. Solitamente il compagno è un membro della classe del corso ordinario, dove ci saranno domande e probabilmente incomprensioni nei confronti di questo studente. La sua possibile presenza alla discussione iniziale dipende dallo studente.
Note sulla riservatezza: Se siete un insegnante che vuole educare i suoi studenti all’autismo e come esso si relaziona all’ambiente della classe e ai suoi compagni, e’ inteso che ciò deve esssere fatto col pieno consenso dei genitori del bambino; a seconda dell’età e del livello di comprensione del bambino, sarebbe desiderabile avere anche il suo permesso. Oltre l’etica del riserbo che ovviamente si applica in questi casi, è imperativo che i desideri di quei genitori che sono spesso esitanti a condividere con altri informazioni così personali, vengano rispettati. In questi casi potreste presentare solo il programma generico.

Piano di lezione per CAPIRE GLI AMICI
A. Introduzione a CAPIRE GLI AMICI: Il programma generico.
CAPIRE GLI AMICI può essere presentato come un programma generico. Saranno presentate e discusse questioni generali, comunque non sono introdotti argomenti specifici su un bambino, o su un gruppo di bambini, in particolare. Questo programma generico è utile anche come introduzione per proseguire con le opzioni B o C: il programma solitamente dura 45-60 minuti circa.

SET-UP (sistemazione, organizzazione):
Assicuratevi di avere abbastanza tempo per organizzare i centri di attività esperienziale. Osservate la lista di approvvigionamento del CAPIRE GLI AMICI, e la descrizione delle attività esperienziali per ulteriori informazioni organizzative.

   Parte 1 – Abilità (capacità): siamo differenti ed uguali allo stesso modo.
Spiegate alla classe che ciò che si propone il programma è di aiutarli ad immaginare di possedere “capacità diverse” da quelle che hanno adesso, per capire come alcune persone agiscano differentemente da come ci si possa aspettare.
Scrivete la parola “abilità” o “capacità” sulla lavagna e discutete sul suo significato.
Scrivete la parola “unico” sulla lavagna e discutete sul suo significato.

Spiegate che ognuno ha capacità differenti, e dite che volete scoprire come sono differenti gli studenti nella classe. Fate intervenire la classe per rispondere a domande come queste:

  • Chi sa andare in bicicletta?
  • Chi sa andare sullo skate-board?
  • Chi sui pattini?
  • Chi sa le tabelline del 5?
  • Chi sa fare le divisioni?
  • Chi sa la tabellina del 6 e del 12?
  • Chi scrive disordinato?
  • Chi invece scrive veramente ordinato?
  • Chi è bravo nei video-games?
  • Chi corre a media o lenta velocità?
  • Chi è velocissimo?
  • Chi sa lavorare a maglia?
  • Chi sa fare un’infornata di biscotti?
  • eccetera.

E’ importante che non tutti i bambini rispondano affermativamente a tutte le domande, così potrete mostrare la diversità. Per gli alunni più piccoli o se tutti gli studenti alzano la mano ad ogni domanda, è meglio includere domande come le seguenti.

  • Chi ha i capelli neri?
  • Chi ha i capelli biondi?
  • Chi ha i capelli castani?
  • Chi porta gli occhiali?
  • Eccetera.

Fate commenti sul fatto che ognuno di loro ha proprie differenti qualità o abilità che li rendono unici tra gli altri.

Adesso descrivete una scena in un campetto, e chiedete: “hai mai giocato a pallone (o un altro gioco pertinente) e quando stavi per calciare pensavi di calciarlo fortissimo… e invece l’hai mancato?!
Mentre state parlando potrete mimare con i gesti per rendere l’azione più drammatica.
A chi piace quando gli altri ragazzi dicono <…non ti preoccupare, prova di nuovo, và tutto bene, puoi farcela.>?” oppure
A chi piace quando loro dicono <.non essere così stupido, perchè l’hai fatto??..>
Normalmente tutti i bambini alzeranno la mano per concordare sul fatto di voler essere capiti.

Adesso chiedete: “A chi piace che la gente vi capisca?
Le domande possono essere frasi leggermente diverse, come “Chi vuole amici che vi capiscano?” o “A chi piace quando gli amici ti capiscono?
Commentate sul fatto che sebbene ognuno di noi abbia differenti abilità, talento e qualità, siamo sostanzialmente uguali; noi tutti vogliamo che le altre persone ci capiscano.

Adesso, se intendete proporre l’opzione B, dite che siete qui in classe per aiutarli a CAPIRE i bambini delle classi “speciali”, oppure se volete fare l’opzione C, dite ora che siete là per capire meglio _________ (dite il nome del bambino), loro compagno, e che e’ un vostro amico.

Ora potete iniziare a spiegare le attività: passate alla Parte 2.

   Parte 2 – Centri di Attività Esperienziali: Gruppi in cerchio.
Introducete le seguenti attività, dividendo la classe in 3 gruppi che lavoreranno in tre tavoli circolari. Se avete preparato 4 Centri di attività esperienziale allora la classe può essere divisa in 4 gruppi: io raccomando l’uso di 3 Centri, perche’ questo numero rende il programma e la classe piu’ gestibili.
Una descrizione di alcuni tipologie di Centri esperienziali raccomandati sono elencati alla fine di questo testo.

Introducete brevemente ogni Centro illustrando i materiali in quel tavolo.
Per esempio, nell’attività di simulazione di difficoltà motorie, voi potrete dire “Quando vi troverete al centro del tavolo tondo, indosserete questi grandi guanti… saranno molto larghi per voi, ma andrà bene cosi’. Quando li avrete indosso, dovrete infilare queste perline e avvitare insieme queste vitine e queste rondelle. Sentirete come se i muscoli della vostra mano lavorassero in maniera differente di come fanno normalmente.
Per i ragazzi più grandi potrete spiegare il termine “fine-motorio”. Assicurategli che va bene divertirsi con questa attivita’, ma nello stesso tempo, chiedete loro di pensare a quante generi di cose potrebbero essere difficili da fare se le loro capacità fine-motorie fossero queste.
Chiedi cosa potrebbe essere differente per loro. Come loro (o il loro lavoro) potrebbe apparire differente agli altri? Avrebbero bisogno di uno speciale tipo di assistenza?

Ogni centro potrebbe essere seguito da un insegnante o da un altro adulto. Questa persona potrebbe anche fare delle domande provocatorie durante l’attività.

Potete suonare un campanello per segnalare il passaggio da un Centro ad un altro, tenendo una ritmicità nella sequenza in modo che si possa mantenere vivo il loro interesse.
Dopo che ciascun gruppo ha visitato tutti i Centri, dite che ora prenderete uno studente per aiutarvi a dimostrare qualcosa, ma che è necessario che sia uno studente che possa seguire bene le indicazioni. Sceglierete quindi il vostro aiutante non appena ognuno di loro sarà di nuovo seduto nella sua sedia, questo incoraggerà tutti gli studenti a tornare immediatamente ai loro posti.

   Parte 3 – Dimostrazione di linguaggio ricettivo: “Sistema il tavolo”
Mentre gli studenti tornano al loro posto, preparate un banco di fronte alla classe, posizionando 10-15 diversi articoli su di esso. Oltre questi articoli ci dovrà essere un piatto, un bicchiere, un cucchiaio e una forchetta sparpagliati qua e là sul banco. Terrete poi un cartoncino nascosto allo sguardo degli studenti sul quale sarà disegnato uno schizzo della situazione sul banco (piatto, bicchiere, cucchiaio, forchetta). Per il momento tenete questo schema nascosto.

Dopo aver scelto un volontario, fatelo andare al banco e fatelo sedere rivolto verso la classe. Considerando le dinamiche all’interno della classe, potrebbe essere d’aiuto scegliere uno studente che appaia un po’ “bullo” o che comunque abbia necessità di sviluppare maggior empatia con la classe; dovrà essere comunque uno studente venuto volontariamente.

Chiedete allo studente o alla studentessa se è capace di ascoltarvi abbastanza bene da seguire esattamente le vostre istruzioni, dicendogli che volete che vi ascolti molto attentamente. Quindi, senza alcun cambiamento di tono, indicate il materiale sul banco di fronte a lui e ditegli di mettere a posto il tavolo, ma dandogli le istruzioni in un’altra lingua (spagnolo, inglese, francese, arabo, ecc..). Se non conoscete una seconda lingua, assicuratevi tempo prima di poter avere qualcuno che vi insegni le istruzioni verbali giuste, e imparatele a memoria.
Ovviamente vorrete stare attenti a non scegliere un volontario che possa conoscere il linguaggio che state usando, quindi sceglietelo con cura e possibilmente evitate una seconda lingua molto comune nella vostra zona, come un dialetto locale. Alcuni insegnanti preferiscono utilizzare frasi composte da un linguaggio pomposo, molto inusuale.

Ripetete le istruzioni in lingua straniera lentamente, poi più a voce alta, poi semplificate le parole. Indicate il tavolo e, a seconda dell’età dello studente, mostratevi impaziente. Per gli studenti più grandi potete dare piu’ tempo prima di dare segni di impazienza. Per i più piccoli concedete meno tempo.

Attenzione! Per la prima elementare e qualche volta per la seconda è meglio rendere questa rappresentazione più breve. Specialmente i bambini della scuola materna diventano molto nervosi e molti spesso non capiscono lo scopo di questa attività. In tali casi a volte salto le indicazioni in lingua straniera per i bambini piu’ piccoli e gli mostro solo il cartoncino con il disegno della situazione sul tavolo, dicendogli “Puoi capire cosa fare anche se io non te lo dico solo guardando questo disegno?” Aiutate quanto più è possibile fin quando il bambino non agirà con successo. Elogiate lo studente e fatelo applaudire da tutti, lasciando che si diverta.

Eventualmente, con gli studenti più grandi, tirate fuori il cartoncino e mostratelo allo studente, lasciandolo sul banco. Se lui è ancora confuso, indicate le diverse figure e poi l’oggetto che rappresentano. Solitamente lo studente lo trova subito e posizionerà il piatto, il bicchiere, etc. sul loro profilo. Lodate lo studente e fate applaudire la classe. Chiedete allo studente perché non ha seguito le istruzioni quando gli avete detto cosa fare: “Non sentivi cosa ti dicevo?!?“.

Ora potete spiegare che ci sono persone che possono sentire tutte le parole ma non possono costruire il senso di ciò che è stato detto, proprio come fosse un linguaggio straniero. Fate domande come “Comprendevi che ci si aspettava tu facessi qualcosa?“, “Come ti sentivi quando non riuscivi a capire cosa fare?“, “Hai fatto un buon lavoro alla fine nel sistemare il tavolo.Ma come sapevi cosa fare?“. Evidenziate e puntate l’attenzione di nuovo sul suggerimento visivo.

Trattenendo il cartoncino, chiedete al resto della classe se avrebbe capito cosa fare solo vedendolo. Parlate quindi del fatto che alcuni bambini, che non sempre possono capire ciò che è stato detto, possono capire molto se possono vedere disegni, bozzetti o quadretti. Possono capire di più se possono vedere cosa fare, piuttosto che ascoltare soltanto. A seconda del livello di comprensione, durante queste discussioni potreste introdurre i termini “comprensione-estensione, portata del linguaggio”, “elaborazione uditiva” e “apprendimento visivo”.

Potete parlare dei differenti stili di insegnamento e di come alcuni bambini imparano meglio quando ascoltano, altri quando leggono e altri quando fanno qualcosa. Questo serve come preparativo all’introduzione all’educazione speciale.

Se state facendo solo il programma generico, potete fermarvi qui. Rispondete alle domande su ciò che è accaduto nel programma e concludete ricordando loro come ognuno è differente e come ognuno è uguale. Parlate a tal proposito dell’essere “unico”.
Se invece volete andare più nello specifico, proseguite con le opzioni B o C.

B (opzione): Introduzione ad una classe speciale ed ai suoi membri.
Col permesso dei genitori, nominate gli studenti della classe speciali. Questo può essere realizzato prendendo foto di grandi dimensioni di questo bambino o con una serie di diapositive preparate tempo prima. A questo punto condividete alcune informazioni, brevemente, quali:

  • Quanti fratelli o sorelle ha;
  • Che cosa gli o le interessa, quali qualita’ speciali possiede;
  • Qualcosa che gli o le piace fare (o il giocattolo favorito, cibo etc..);
  • Qualcosa che sta imparando a fare;
  • Un suggerimento su come i compagni potrebbero interagire con lui.qualcosa che voi sapete e che potrebbe catturare il suo interesse o a cui lui potrebbe rispondere.

Mentre date queste informazioni, potreste chiedere risposte che mostrino cosa gli studenti hanno in comune col bambino che stai descrivendo. Per esempio, dì “Alzi la mano chi ha due sorelle, come lui” o “Alzi la mano chi come lui adora il gelato al cioccolato“.

Rispondete alle domande su questo bambino, se ne saltano fuori, enfatizzando gli aspetti positivi e quelli unici. Ricordate loro quanto ognuno è differente, e quanto ognuno è uguale agli altri.

C (opzione) : Comprensione di uno specifico alunno.
Solitamente, se il compagno con l’autismo ha la sindrome di Asperger o ha autismo “ad alto funzionamento”, lei o lui passerà molto tempo della giornata nella classe ordinaria. In questo caso, e quando sono in una classe del terzo anno o più, io presento solitamente “The Sixth Sense (Sesto Senso)” di Carol Gray. E’ un modo eccellente per aiutare gli studenti e gli insegnanti ad imparare sull’autismo e su i suoi effetti sulla cultura sociale, specialmente sulla nostra capacità di assumere una prospettiva.

Nell’opuscolo “Taming the recess jungle (Addomesticamento della giungla recessa)” di Carol Gray pubblicato da Future Horizons, è incluso un piano completo di lezione e come presentare “The Sixth Sense”. Questo programma è molto efficace anche con gruppi di adulti, come incontri di specialisti e gruppi di genitori.

Per ulteriori informazioni a riguardo della discussione sul vostro bambino e l’autismo, vedere i capitoli appropriati nel libro “What does it mean to me?” (Cosa significa per me?) di Catherine Faherty, pubblicato da Future Horizons.

Libri per bambini
Alla fine del programma, o in un altro momento, è spesso d’aiuto leggere un libro per bambini alla classe che tratti le questioni delle differenze, delle unicità, dell’autismo e di altri concetti legati.

Ho constatato che se il bambino con l’autismo ha la sindrome di Asperger o è ad alto funzionamento è bene finire il programma con la lettura di Albert Einstein di Iby Lepscky. Quando il bambino dovesse parlare poco e dovesse avere molto chiaramente comportamenti da autistico, il mio libro preferito è Ian’s Walk di Laurie Lears.

Ci sono molti altri libri per bambini, che trattano delle differenze, alcuni dei quali menzionano il termine autismo, altri no. La Autism Society of North Carolina Bookstore ne ha una lista completa e può raccomandare quello che soddisfa le tue esigenze.

Lista di approvvigionamento del CAPIRE L’AUTISMO e descrizione delle Attività Esperienziali
Per un gruppo di 25-30 studenti.
Di seguito c’è la descrizione di quattro differenti Centri che potete usare. Vi raccomando di sceglierne solo 3 per volta, per mantenere il programma in un lasso di tempo realistico (45-60 minuti).

Attività Fine-Motoria

  • 8 paia di larghi guanti da giardino;
  • 8 paia di stringhe e di perline, ognuna in una piccola vaschetta;
  • 8 insiemi di minuteria metalliche (viti, dadi, rondelle), ognuno posto in una vaschetta;
  • Tavolo con 8 sedie.

Ogni bambino indosserà i guanti e proverà ad infilare le perline e ad assemblare i pezzetti di metallo.
Nota: gli studenti piu’ piccoli dovranno indossare un solo guanto e usare perline piu’ grandi.

Attività Visive

  • 8 paia di occhiali protettivi;
  • Alcuni pastelli a cera, per imbrattare le lenti degli occhiali, o carta vetrata per graffiare le lenti;
  • 8 pennelli e blocchi di carta a righe;
  • Alcuni libri elementari;
  • Tavolo con 8 sedie.

Ogni bambino indosserà gli occhiali (che ostruiranno la vista a causa delle macchie d’olio e delle lenti graffiate). Proveranno a scrivere frasi sulle righe e a leggere i caratteri sul libro. Nota: non lasciate che i bambini si tolgano gli occhiali finché non avranno concluso.

Attività Percettive e Sensoriali (Tattili)

  • un rotolo di nastro per carrozzieri e binocoli;
  • Posizionate una striscia di nastro sul pavimento e fate camminare il bambino sulla linea.
    fate tenere ad ogni bambino il binocolo in senso inverso (anziché  ingrandire, deve rimpicciolire) sugli occhi: questo renderà la percezione distorta.
  • Diverse strisce di filo, della lunghezza di cm 120 circa;
  • Fate fare il salto della corda al bambino usando il filo al posto della corda.
    questo causerà la sensazione di una percezione distorta del peso della “corda”.
  • Guanti da giardino con velcro attaccato nelle dita e nel palmo; una manciata di lana o un piumino.
    Indossate i guanti che graffiano e tenete il soffice piumino o lana che sia. Mentre i bambini stanno partecipando alle altre attività avvicinatevi e toccategli loro un braccio nudo. Simulerà una imprevedibile sensazione della pelle (o graffiante o spiacevolmente soffice).

Attenzione e Attività Sensoriale (Uditiva)

  • 8 paia di cuffie collegate ad una postazione d’ascolto;
  • audio-cassetta con rumori indistinti o con rumore di folla;
  • fogli di lavoro di livello un po’ complesso -che richiedano concentrazione;
  • 8 matite;
  • Tavolo con 8 sedie

Gli studenti indosseranno le cuffie e dovranno ascoltare i suoni nelle loro orecchie.
Dovranno completare i fogli di lavoro in un tempo dato: questo simulerà la difficoltà di focalizzazione nel lavoro mentre non si è capaci di filtrare la fonte di distrazione.

2018-09-23T23:30:02+00:00gennaio 3rd, 2001|Documenti, Formazione|