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Isolati
in un mondo tutto loro, gli individui con autismo paiono
indifferenti e distanti, incapaci di stabilire legami con
gli altri. Le persone con questo sconcertante disordine cerebrale,
possono sì, mostrare un'ampia gamma di sintomi e menomazioni,
ma, spesso, non sono in grado di capire i pensieri, le emozioni
e i bisogni degli altri.
Il linguaggio e l'intelligenza non si sviluppano, nella maggior
parte dei casi, pienamente, rendendo difficili la comunicazione
e le relazioni sociali. Molte persone autistiche si impegnano
in attività ripetitive, come il dondolarsi o il battere le
mani, o nel seguire rigidamente modelli a loro famigliari
nelle routines quotidiane. Alcuni sono dolorosamente sensibili
al suono, al tocco, alla vista o all'odore.
I
bambini autistici non seguono davvero i modelli tipici dello
sviluppo infantile, in alcuni di loro cenni di problemi futuri
possono apparire fin dalla nascita, mentre in molti casi i
problemi diventano invece più evidenti quando il bambino inizia
a "rimanere indietro" rispetto agli altri bambini della stessa
età.
Altri bambini iniziano il loro sviluppo piuttosto bene. Ma,
fra i 18 ed i 36 mesi, improvvisamente rifiutano le persone,
si comportano stranamente e perdono il linguaggio e le abilità
sociali che avevano già acquisito.
Come
genitore, insegnante, persona che si occupa
di loro, forse puoi conoscere la frustrazione del provare
a comunicare e a stabilire un collegamento con i bambini o
gli adulti autistici. Puoi forse sentirti ignorato quando
loro si impegnano ininterrottamente in comportamenti ripetitivi.
Puoi forse disperarti di fronte ai modi bizzarri con cui
esprimono i loro bisogni più interiori. E puoi forse affliggerti
per le speranze e i sogni che hai per loro e che forse non
si materializzeranno mai.
Ma
c'è aiuto e speranza. Sono passati i tempi in cui le persone
con autismo erano isolate, mandate lontano, in istituti. Oggi
molti giovani possono essere aiutati ad andare a scuola con
gli altri bambini. Sono disponibili metodi per migliorare
le loro abilità sociali, linguistiche e scolastiche. Anche
se più del 60% degli adulti autistici continua ad aver bisogno
di cure per tutta la vita, alcuni programmi hanno iniziato
a dimostrare che con un supporto appropriato, molte
persone autistiche possono essere educate a svolgere lavori
significativi e partecipare alla vita della comunità.
L'autismo
è presente in ogni Stato e in ogni regione del mondo, in famiglie
provenienti da tutte le razze, le religioni ed i livelli economici.
I disturbi dello spettro autistico non sono rari, in
quanto prevalenti nella popolazione pediatrica, rispetto
al cancro, al diabete, alla spina bifida e alla sindrome di
Down. I primi studi epidemiologici notarono la presenza di
autismo infantile in 4-5 bambini ogni 10.000 (circa 1 ogni
2.000), mentre in seguito la stima è aumentata a 10-20
bambini ogni 10.000 (1 ogni 500-1.000 persone).
Capire
il problema
Paul
Paul è sempre stato ossessionato dall'ordine. Quand'era
bambino allineava le costruzioni, raddrizzava le posizioni
delle sedie, teneva lo spazzolino da denti sul lavandino sempre
nello stesso posto, ed aveva un accesso di collera quando
qualcosa veniva spostato. Paul poteva anche diventare aggressivo.
Alcune volte, quando turbato o ansioso, poteva esplodere improvvisamente
scagliando l'oggetto più vicino, o rompendo una finestra.
Se sopraffatto dal rumore e dalla confusione, si auto-colpiva
o si mangiava le unghie fino a farle sanguinare. A scuola,
dove il suo programma e il suo ambiente erano attentamente
strutturati, aveva un comportamento più normale. Ma a casa,
fra la confusione imprevedibile e rumorosa di una grande famiglia,
era spesso fuori controllo.
Per i suoi genitori divenne sempre più difficile, a causa
di ciò, aver cura di lui e soddisfare anche i bisogni degli
altri figli. In quel periodo, più di dieci anni fa, questo
disturbo era molto meno conosciuto,ed erano disponibili poche
opzioni terapeutiche. Così, all'età di 9 anni, i suoi genitori
lo misero in una struttura residenziale dove poteva ricevere
attenzioni e vigilanza 24 ore su 24.
Alan
Alan da piccolo era giocoso ed affettuoso. A 6 mesi sapeva
già sedersi e gattonare. A 10 mesi iniziava a camminare e
a dire qualche parola e a 13 sapeva contare. Un giorno, a
18 mesi, sua madre lo trovò seduto in cucina, solo, che faceva
girare ripetutamente le ruote dell'aspirapolvere con una tale
persistenza e concentrazione che non le rispose quando lei
lo chiamò.
Da quel giorno in poi, lei dice: "Fu come se qualcuno avesse
gettato un'ombra su di lui". Alan ha smesso di parlare
e di relazionarsi con gli altri. Spesso, corre velocemente
attorno a casa come un demone. E' diventato fissato con le
luci elettriche, correndo attorno a casa, le accende e le
spegne. Se viene fermato, ha un accesso di collera, picchia
e scalcia chiunque si trovi alla sua portata.
Janie
Fin dalla nascita, Janie è sembrata diversa dagli altri bambini.
All'età in cui la maggioranza dei piccoli ama relazionarsi
con la gente ed esplorare l'ambiente circostante, Janie sedeva
senza muoversi nella sua culla, e non rispondeva ai sonaglini
o agli altri giocattoli. Inoltre non sembrava seguiree neanche
le sequenze normali di sviluppo. Si alzò prima di gattonare,
e quando iniziò a camminare, lo fece sulla punta dei piedi.
A 30 mesi ancora non parlava. Afferrava invece, le cose o
piangeva per ottenere ciò che voleva. Sembrava avere anche
un'immensa forza di concentrazione, sedeva per ore guardando
un giocattolo che teneva fra le mani.
Quando Janie fu portata in una clinica speciale per essere
controllata, trascorse tutto il tempo della visita tirando
via i pelucchi di lana dal pullover dello psicologo.
Cos'è
l'autismo?
L'autismo
è un disturbo cerebrale che influisce tipicamente sull'abilità
della persona di comunicare, di avere relazioni con
gli altri, e di rispondere in modo appropriato all'ambiente
circostante. Alcune persone con autismo sono relativamente ad
alto funzionamento, con eloquio ed intelligenza intatti, mentre
altre sono ritardate mentalmente, mute o con gravi ritardi del
linguaggio. L'autismo fa sembrare alcune persone, chiuse in
se stesse e silenziose, mentre altre sembrano intrappolate in
comportamenti ripetitivi e in rigidi modelli di pensiero.
Sebbene
le persone autistiche non abbiano esattamente gli stessi sintomi
e gli stessi deficit, esse tendono a condividere certi problemi
sociali, comunicativi, motori e sensori, che hanno influenza
prevedibile sul loro comportamento.
Sintomi
sociali
In
genere i bambini, fin dall'inizio sono esseri sociali. Ben
presto nella loro vita, iniziano a guardare le persone, si
voltano verso le voci, afferrano teneramente un dito, e sorridono
addirittura.
Al
contrario, molti bambini autistici sembrano avere enormi difficoltà
ad imparare a districarsi nelle interazioni umane quotidiane.
Durante i primi mesi della loro vita, possono addirittura
non interagire ed evitare lo sguardo diretto. Sembrano preferire
l'essere soli. Pongono resistenza alle attenzioni e all'affetto,
od accettano passivamente abbracci e coccole. Raramente cercano
conforto o rispondono alle manifestazioni di rabbia o all'affetto.
Diversamente dagli altri bambini, solo di rado diventano tristi
quando i genitori li lasciano soli come, solo di rado, mostrano
piacere quand'essi ritornano. I genitori che non vedono l'ora
di provare la gioia delle coccole, dell'insegnare, del giocare
con il loro bambino, possono sentirsi a pezzi a causa di questa
mancanza di risposte.
I
bambini autistici impiegano molto tempo anche ad imparare
ad interpretare cosa pensano o provano gli altri. Segnali
sociali sottili, come un sorriso, l'occhiolino, una smorfia,
possono avere ben poco significato. Per un bambino che non
recepisce questi segnali il "vieni qui" significa sempre la
stessa cosa, sia che colui che parla stia sorridendo ed allungando
le braccia in un abbraccio, sia che lo stia guardando di traverso
con i pugni sui fianchi. Senza l'abilità di interpretare la
gestualità e le espressioni facciali, il mondo sociale può
sembrare assai confuso.
Le
persone autistiche hanno problemi nel vedere le cose dalla
prospettiva di un'altra persona. In genere i bambini di 5
anni capiscono che gli altri hanno opinioni, sentimenti ed
obiettivi diversi rispetto a loro. Un individuo autistico
può non comprenderlo mai. Questa mancanza li rende incapaci
di predire o di capire le azioni degli altri.
Alcune
persone autistiche tendono anche, alle volte, ad essere fisicamente
aggressive, rendendo le relazioni sociali ancor più difficili.
Alcuni perdono il controllo, particolarmente quando sono in
un ambiente strano o che li coinvolge intensamente, o quando
sono arrabbiati e frustrati. Alle volte sono capaci di rompere
oggetti, di aggredire gli altri o di farsi del male. Alan,
ad esempio, può essere preda di rabbia intensa, picchiando
e scalciando, quando è frustrato od arrabbiato. Paul, quando
e' nervoso o fuori di sé, può rompere una finestra o scagliare
oggetti lontano. Altre persone sono autodistruttive, sbattono
la testa, si strappano i capelli, si colpiscono le braccia.
Difficoltà
linguistiche
All'età
di 3 anni, la maggioranza dei bambini, ha già superato molte
delle tappe previste lungo la strada dell'acquisizione del linguaggio.
Una delle prime fasi è la lallazione. Entro il primo anno, un
bimbo "normale", esprime alcune parole, si volta quando viene
chiamato, indica quando vuole un giocattolo, e quando gli è
offerto qualcosa che non gli piace, rende chiaro che la sua
risposta è no. All'età di due anni, molti bambini iniziano a
mettere insieme brevi frasi come "guarda il cagnolino"
o "ancora biscotti" e sono capaci di seguire indicazioni
semplici.
Le
ricerche mostrano che circa la metà dei bambini diagnosticati
con autismo, rimane muta per tutta la vita. Alcuni bambini
che mostrano segni di autismo in un periodo successivo a quello
della nascita, emettono suoni e lallano durante i primi sei
mesi di vita. Ma smettono ben presto e possono non parlare
mai, sebbene possano riuscire a comunicare usando il linguaggio
dei segni, o usando apparecchi elettronici speciali. Altri
possono essere in ritardo, sviluppando il linguaggio fra i
5 e gli 8 anni.
Quelli
che parlano davvero, usano spesso il linguaggio in modo inusuale.
Alcuni paiono incapaci di combinare le parole in frasi significanti.
Alcuni producono solo parole singole. Altri ripetono la stessa
frase, indipendentemente dalla situazione.
Alcuni
bambini autistici sono solo capaci di ripetere a pappagallo
quello che sentono, una condizione chiamata ecolalia.
Senza un'istruzione adeguata, ripetere come una eco le frasi
delle altre persone, può essere l'unico linguaggio che potranno
mai acquisire. Ciò che ripetono può essere una domanda che
gli era appena stata formulata, o una pubblicità televisiva.
Oppure, in maniera del tutto inaspettata, un bambino può urlare
"Stai sul tuo lato della strada!"- qualcosa che aveva
sentito dire da suo padre alcune settimane prima. Anche i
bambini non autistici attraversano una fase in cui ripetono
quello che sentono, ma essa solitamente finisce attorno ai
tre anni di età.
Le
persone autistiche hanno anche la tendenza a confondere i
pronomi. Hanno problemi ad afferrare il significato di parole
che cambiano di significato in relazione a chi sta parlando,
come "mio", "io" e "tu". Quando l'insegnante
di Alan chiede: "Come mi chiamo?", lui risponde "Il
mio nome è Alan".
Alcuni
bambini esprimono la stessa frase in una gran varietà di situazioni.
Un bambino, per esempio, diceva "Vai in macchina",
a casaccio durante il giorno. Superficialmente la sua affermazione
può apparire bizzarra, ma c'è forse un modello significativo
in ciò che il bambino dice. Potrebbe dire "Vai in macchina"
ogni volta che vuole uscire. Nella sua mente ha associato
"Vai in macchina" con il lasciare la casa. Un altro
bambino, che dice "latte e biscotti" ogni volta che
sta bene, ha forse associato la buona sensazione provata mangiando,
con le altre cose che lo rendono contento.
Anche
capire il linguaggio corporale di una persona autistica può
essere ugualmente difficile. La maggioranza di noi sorride
quando parla di cose piacevoli, o scrolla le spalle quando
non sa rispondere ad una domanda. Ma, per i bambini autistici,
le espressioni facciali, i movimenti e la gestualità, raramente
si accompagnano a ciò che stanno dicendo. Anche il loro tono
di voce non riflette i sentimenti. Sono comuni voci acute,
cantilenanti, piatte o simili a quelle di robot.
Senza
gestualità significativa o senza il linguaggio per chiedere
le cose, le persone autistiche sono in una posizione di inferiorità
nel far conoscere agli altri ciò di cui hanno bisogno. Il
risultato è che allora possono semplicemente strillare od
afferrare ciò che vogliono. Temple Grandin, una donna
autistica eccezionale, che ha scritto due libri sul suo disturbo,
ammette: "Non essere in grado di parlare fu sempre una
frustrazione totale. Urlare era la sola via che mi permetteva
di comunicare". Spesso pensava logicamente: "Adesso
inizierò a strillare perché voglio dire a qualcuno che non
voglio fare qualcosa". Fino a quando non sono insegnati
loro mezzi migliori per esprimere i bisogni, le persone autistiche
fanno qualunque cosa siano in grado, per andare verso gli
altri.
La
storia di Temple Grandin
Temple
Grandin, malgrado una vita intera combattuta con l'autismo,
conseguì il dottorato in scienze animali. Oggi inventa apparecchi
per controllare il bestiame, ed insegna in una delle maggiori
università. E' una donna di straordinario talento, ha scritto
diversi libri sulle scienze animali, l'autismo e la propria
vita.
Già
a 6 mesi, Temple aveva molti dei sintomi tipici dell'autismo.
Se presa in braccio si irrigidiva e voleva essere rimessa
giù. A due anni, era ormai chiaro che lei era ipersensibile
al gusto, al suono, all'odore e al tatto. I suoni erano per
lei strazianti. Indossare abiti fu una tortura: la sensazione
di certe fibre tessili era come carta vetrata che grattava
la pelle. Costantemente sottoposta a sensazioni troppo forti,
urlava, era preda di rabbia, e tirava oggetti. In altri momenti,
scopriva che concentrandosi intensamente ed esclusivamente
su un oggetto che teneva in mano, su una mela, una monetina
che rotolava, la sabbia che passava fra le sue dita, poteva
rifugiarsi in un temporaneo paradiso di ordine e prevedibilità.
Un
medico, come era abitudine a quel tempo, consigliò che Temple
venisse istituzionalizzata. Sua madre rifiutò e la inserì
in un programma terapeutico per bambini con gravi compromissioni
qualitative del linguaggio. La classe era piccola e rigidamente
strutturata. Quei metodi furono efficaci per Temple, sebbene
il programma non fosse indirizzato a trattare l'autismo. A
4 anni iniziò a parlare e a 5 fu capace di frequentare l'asilo.
Temple ha attribuito il suo successo a diverse persone-chiave
presenti nella sua vita: sua madre, che continuò incessantemente
a cercare aiuto, il suo terapeuta, che la tenne lontana dall'annientarsi
dentro il suo mondo interiore, e un insegnante di scuola che
la aiutò a trasformare il suo interesse per gli animali in
una professione nell'ambito della scienza animale.
La
comprensione di Temple per i bisogni degli animali, una forte
abilità sviluppata nel pensare "a disegni" e la coscienza
dei suoi bisogni speciali, la portarono ad inventare apparecchiature
che hanno aiutato straordinariamente sia il bestiame che lei
stessa. Dopo aver visto un dispositivo usato per calmare gli
animali, creò una "macchina comprimente". La macchina fornisce
pressione auto-controllata che aiuta Temple a rilassarsi.
Ha scoperto che dopo aver usato la macchina comprimente si
sente meno aggressiva e meno ipersensibile. Con il suo amore
per gli animali e la sua personale sensibilità come guida,
ha disegnato anche apparecchiature, usate in tutto il mondo,
sia per gli uomini che per facilitare l'allevamento degli
animali. Il suo forte inusuale senso visivo le permette di
pianificare e creare progetti complessi nella mente. Prima
di disegnarne le tracce, può vedere con precisione nuovi e
complessi congegni e come i diversi pezzi di questi si uniscono
assieme.
La
storia di Temple Grandin dimostra in modo potente che l'autismo
non deve trattenere le persone dal realizzare il proprio
potenziale.
Comportamenti
ed ossessioni ripetitive
Le
mosse strane e ripetitive che compiono i bambini autistici,
sebbene, di solito, fisicamente normali e con un buon controllo
muscolare, li isolano dagli altri bambini. Un bambino può trascorrere
ore movendo le dita a scatti o sbattendole, o dondolandosi avanti
e indietro. Molti sbattono le braccia o camminano in punta
di piedi. Alcuni "si congelano" improvvisamente in una posizione.
Gli esperti chiamano questi comportamenti stereotipie o
auto-stimolazioni.
Alcune
persone autistiche hanno la tendenza a ripetere certe azioni
all'infinito. Un bambino può passare ore allineando grissini.
O, come Alan, può correre da una stanza all'altra spegnendo
ed accendendo le luci.
Alcuni
sviluppano fissazioni problematiche con oggetti specifici,
che possono portare a comportamenti insalubri o pericolosi.
Per esempio, uno può insistere nel portare gli escrementi
dal bagno alla classe. Altri comportamenti sono semplicemente
sorprendenti, divertenti od imbarazzanti per quelli che sono
loro attorno. Una ragazza, ossessionata dagli orologi digitali,
afferra le braccia degli estranei per guardare i loro polsi.
Per
ragioni sconosciute, le persone autistiche richiedono che
il loro ambiente rimanga costante. Molti insistono nel mangiare
gli stessi cibi, alla stessa ora, seduti precisamente nella
stessa posizione a tavola, ogni giorno. Possono diventare
furiosi se un quadro sulla parete è storto, o molto scombussolati
se il loro spazzolino è stato mosso, anche se di pochissimo.
Un piccolo cambio nella loro routine, come prendere una strada
diversa per andare a scuola, può farli stare tremendamente
male.
Gli
scienziati stanno esplorando tutte le spiegazioni possibili
per questo comportamento ripetitivo ed ossessivo. Forse l'ordine
e la costanza portano una certa stabilità in un modo di confusione
sensoria. Forse i comportamenti stereotipati sono un aiuto
per bloccare all'esterno gli stimoli dolorosi. Un'altra teoria
ancora, afferma che forse questi comportamenti sono collegati
alla disuniforme funzionalità dei sensi. Un bambino
che odora ogni cosa nel suo campo visivo, forse sta usando
il senso stabile dell'odore per esplorare l'ambiente. O forse
è vero l'opposto: sta provando a stimolare un senso che è
incerto.
Anche
il gioco simbolico è limitato da questi comportamenti ed ossessioni
ripetitive. Molti bambini, già a due anni, usano la loro immaginazione
per fingere. Creano usi nuovi per un oggetto, magari utilizzano
un contenitore come cappello. O fanno finta di essere qualcun
altro, come la mamma che prepara la cena per la "famiglia"
delle bambole. In modo opposto, i bambini autistici fanno
raramente finta. Piuttosto che cullare una bambola o far correre
la macchinina, tengono gli oggetti semplicemente in mano,
annusandoli o rigirandoli per ore.
Sintomi
sensori
Quando
le percezioni dei bambini sono accurate, essi possono imparare
attraverso le cose che vedono, provano o ascoltano. D'altro
canto, se l'informazione sensoria fallisce, o se l'imput proveniente
dai diversi sensi non si distingue in maniera coerente, le esperienze
del bambino rispetto al mondo sono confuse. Le persone autistiche
sembra abbiano uno od entrambi questi problemi. Ci possono essere
cioè problemi nei segnali sensoriali che raggiungono il cervello,
o nella loro integrazione o, abbastanza probabilmente, sia gli
uni che gli altri problemi.
Apparentemente,
come risultato di un malfunzionamento cerebrale, molti bambini
autistici sono altamente ricettivi, od addirittura dolorosamente
sensibili, a certi suoni, a certi tessuti, a certi gusti ed
odori. Alcuni bambini trovano la sensazione dei vestiti sulla
loro pelle così fastidiosa da essere incapaci di focalizzare
la loro attenzione su qualcos'altro. Per altri, un tenero
abbraccio può essere opprimente. Alcuni bambini si coprono
le orecchie e strillano al rumore dell'aspirapolvere, di un
aeroplano lontano, dello squillo del telefono od addirittura
del vento. Temple Grandin dice: "Era come avere un aiuto
uditivo capace di sentire qualunque cosa, con il controllo
del volume fermo sul massimo". Dato che ogni rumore era
così forte, scelse spesso di ritirarsi in se stessa e di eliminare
i suoni, al punto da sembrare sorda.
Nell'autismo,
il cervello sembra anche incapace di bilanciare appropriatamente
i sensi. Alcuni bambini autistici sembrano insensibili all'estremo
freddo o al dolore, ma hanno reazioni isteriche per cose che
non darebbero nessun fastidio agli altri. Un bambino autistico
può rompersi un braccio cadendo e non piangere. Un altro bambino
può picchiare la testa contro il muro senza fare una grinza.
Ma ad un altro puo' bastare un lievissimo tocco per farlo
strillare allarmato.
In
alcune persone i sensi sembrano addirittura scambiati. Un
bambino ride quando tocca certi tessuti. Un uomo autistico
sente un suono quando qualcuno gli sfiora un punto del mento.
Altri vivono certi suoni come colori.
Abilità
inusuali
Alcune
persone autistiche mostrano abilità sorprendenti.
Tali abilità, conosciute come islets of intelligence o
savant skills, sono comunque rare.
Altri esternano possibilità veramente fuori dall'ordinario.
Da piccolissimi, quando gli altri bambini disegnano linee e
scarabocchi, alcuni bambini autistici sono capaci di realizzare
disegni ricchi di dettagli, realistici e con una prospettiva
tridimensionale.
Alcuni sono così dotati di abilità visuali da essere capaci
di comporre puzzle complessi. Altri, iniziano a leggere eccezionalmente
presto, addirittura prima di quando imparano a parlare. Altri
ancora, con uno sviluppatissimo senso del suono, riescono ad
usare strumenti musicali che non hanno mai visto prima, possono
suonare accuratamente una canzone dopo averla ascoltata una
sola volta, o possono dare un nome ad ogni nota che ascoltano.
Come il personaggio interpretato da Dustin Hoffman in Rain
Man, alcune persone autistiche possono memorizzare intere
trasmissioni televisive, intere pagine dell'elenco telefonico,
o tutti i punteggi delle maggiori squadre di baseball ottenuti
negli ultimi 20 anni.
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